agosto 2025, di Giorgio Rostan – Il suono della sveglia alle 6 mi aiuta a capire che il 3 Agosto a Prali inizia a fare giorno, è che è ora di muoversi perché fra due ore prenderà il via la 4° edizione della Marcia Alpina “Rifugio Lago Verde”.
Molti addetti ai lavori si sono svegliati ben prima di me perché stanno andando a presidiare e controllare il percorso, quindi saranno partiti con le pile.
Il prologo è stato ieri sera, in una bella serata di musica nella chiesa cattolica di Prali dove, secondo tradizione, oltre al briefing della gara, grazie al coro“Eiminal” della Val Germanasca e al “Corod’le Piasse” di Campiglione Fenile, si sono raccolti fondi per AMA.le IQSEC2 e Special Olympics, due associazioni locali che si occupano di disabilità.
Ho scritto 4° edizione, ma faccio un passo indietro,alla prima edizione che si è svolta nel 2018, nel quadro delle manifestazioni per celebrare i 50 anni della sezione C.A.I. Valgermanasca, che aveva organizzato l’evento.
Si era partiti da un’idea del mio coscritto Claudio (Pons) grande amante della montagna, con la passione per la “Marcia Alpina” termine col quale fino a una ventina di anni fa, prima dell’avvento dei termini più moderni quali Trail, Sky running ecc. erano chiamate le corse in montagna.
Marcia Alpina: trattasi di sport popolare sotto tutti i punti di vista che molti “cittadini di montagna” amanti del loro territorio e dello sport come noihanno praticato e praticano ancora, avendo la “palestra” molto comoda da raggiungere.
Fra l’altro era anche abbastanza economico se si considera che i costi si limitavano alle scarpe, pantaloni corti e maglietta, rispetto a molti altri sport …ora le nuove tendenze hanno aggiunto molti altri accessori.
Per questo,soprattutto negli anni 70/90 del secolo scorso, era praticato e seguito da un buon numero di Faticatori dell’Inutile, come ebbe a definire i corridori in montagna, Carlo Degiovanni: scrittore, organizzatore e corridore, ma soprattutto speaker e collaboratore di tutte le edizioni delle precedenti edizioni della Marcia Alpina.
Oggi questo sport si è evoluto,è in continua evoluzione, il numero dei praticanti si è arricchito di nuovi frequentatori, fra i quali molti “cittadini di città” che scoprono un nuovo modo di frequentare la montagna.
Per questo, quando si è trattato di “etichettare”la gara, abbiamovoluto ripescare il vecchio e a noicaro termine “Marcia alpina” … parlo di noi organizzatori giovanotti negli anni 80.
Un po’ di storia
Non era certo la prima volta che si disputavano gare di corsa in montagna a Prali, ricordoche, per sentito dire, negli anni 50 si era disputata per almeno un paio di volte, la San Germano-Prali, passando per il Colle di Laz Arà (Pramollo), lago del Lausun, alpe della Cialancia, Rocca Bianca e arrivo a Prali. Era forse una delle gare più dure dell’epoca, anche considerando che non vi era la cultura dell’allenamento (e neanche il tempo, a esser sinceri), dell’alimentazione mirata, delle scarpe super performanti, dell’abbigliamento tecnico…
Si parla di eventi estremi che oggi stanno tornando di moda, anche se all’epoca si correva a terne (tre atleti insieme) per ovvi motivi di sicurezza, ricalcando la filosofia che in montagna è meglio non essere da soli soprattutto a quei tempi quando non esistevano i nuovi sistemi di comunicazione e l’organizzazione non poteva certo disporre dei mezzi odierni.
Per lo stesso motivo gare storiche come la 3 Rifugi della Val Pellice era corsa, e lo è ancora salvo qualche eccezione, a coppie.
Vi sono poi state, negli anni 70, gare di staffetta con 3 atleti ognuno dei quali con un segmento di percorso: salita, traverso e discesa, che si confrontavano su un percorso ad anello che da Ghigo saliva al Bric Rond per poi scendere al lago d’Envie, e discesa a Ghigo.
Ai tempi le sfide “nostrane” comprendevano anche i territori della Val Germanasca, Val Pellice/Angrogna/Pramollo e annoveravano molti atleti di grande valore alcuni dei quali si distinguevano nel panorama internazionale come l’olimpionico (biathlon) Willy Bertin.
A questo proposito mi si consenta una puntualizzazione: la Marcia Alpina è uno sport nel quale il valore dell’atleta è il 99% della prestazione, perché si richiede fiato, forza, resistenza, ma anche tecnica di corsa e coraggio, soprattutto in discesa; quindi i moderni ed innovativi accorgimenti che in altri sport hanno portato a grandi progressi, nella corsa in montagna sono meno rilevanti.
A conferma di questo segnalo che se si vanno a vedere i tempi con i quali negli anni 70/80 si vincevano gare storiche come la 3 Rifugi, che si corre ancora oggi, si evince che non sono poi cambiati granché, anzi in certi casi campioni di oggi con i metodi di allenamento, integratori, scarpe super performanti ecc. fanno fatica a eguagliare alcuni risultati del passato.
Ricordo infine l’edizione, nei primi anni 90, della gara transfrontaliera che, patrocinata dalla Comunità Montana, si organizzava con il patrocinio della gli amici del Queyras, i primi “montanari” che trovi scendendo in Francia dal colle d’Abries.
Questa gara prevedeva l’alternarsi di una Marcia Alpina organizzata un anno in Francia e quello successivo in Italia, proprio a Prali … ma l’iniziativa, seppur meritevole, ha avuto poca durata contando un paio di edizioni.
VKE
In tempi più recenti, si è ampliata l’offerta di competizioni in montagna, e si è affacciata la specialità del Km Verticale, una competizione che non ha come riferimento la lunghezza, ma il dislivello positivo, appunto 1000 metri.
Un gruppo di amici facenti parte del Team Nuovi Traguardi, promotori già dei primi Km Verticali in tempi non sospetti (Km Verticale del Dahù a San Germano Chisone con percorso da San Germano alla Vaccera),cercando di adempiere alla funzione del nome dell’associazione, aveva cercato un traguardo nuovo e si era inventata la gara di corsa in montagna, quindi su terreno naturale, più ripida al mondo sul dislivello di 1000 m (Km Verticale).
Il luogo che poteva avere queste caratteristiche era stato individuato proprio a Prali, sul pendio del monte Selletta.
In quel preciso momento, anno 2013,la gara più ripida al mondo era il Km Verticale di Fully (Svizzera) che aveva uno sviluppo di 1920 m.
Bisognava scendere sotto quella lunghezza.
Il percorso scelto e trovato con non poche difficoltà, prevedeva la partenza dalla sinistra orografica del Germanasca, in faccia al piazzale delle seggiovie, ai 1450 m.s.l.m. e risaliva fino ai 2450m.s.l.m. con una lunghezza, misurata con una fettuccia di 50 m (quindi molto attendibile), di 1680 m ed un dislivello dei fatidici 1000m misurato e certificato da un geometra con appositi strumenti trigonometrici.
Sono ancoraposizionati sul percorso dei pannellini con il dislivello e una targa all’arrivo … almeno spero.
Ad oggi è ancora e sempre il Km Verticale più ripido al mondo. https://it.wikipedia.org/wiki/Vertical_Kilometer
Per questo il suo nome è VKE (Vertical Kilometer Extreme) ed è un marchio regolarmente depositato.
Tanto è ripido il tracciato di gara che il percorso di discesa, fuori gara ovviamente, che non poteva essere sul percorso di salitama passava per sentieri “normali” ovviamente più lunghi.
La vera impresa però non era fare la gara, ma preparare il percorso: provi il lettore ad immaginare cosa vuol dire disboscare un ripido pendio che in inverno è soggetto a valanghe con i relativi riporti di legnami più o meno aggrovigliati e dove non ci sono questi, decespugliare il pendio erboso… salvo poi creare in diversi tratti particolarmente scoscesi, degli scalini.
In questi casi essere matti non è indispensabile, ma aiuta parecchio.
Di questa gara si sono svolte 3 edizioni, 2014, 2015 e 2016 una delle quali (2015) valida come ultima prova del campionato italiano Skyrunner,mentre quella del 2016 prevedeva anche la gara per categorie giovanili con minipercorsi per ragazzi ( max 100 m di dislivello).
Il record maschile appartiene al valdostano Nadir Maguet con 35’05’’, mentre quello femminile alla trentina Francesca Rossi con 41’39’’.
Vista la particolarità del terreno ripidissimo, il percorso poteva essere interessato da cadute di piccolissimi sassi (quelli più grandi erano stati tolti) che a causa della forte pendenza,acquistavano grande velocità ediventavano pericolosi, rendendo quindi obbligatorio l’uso del casco per la prima volta in gare di corsa podistica, poi ripreso da altri organizzatori.
Curiosità: i giudici ufficiali di gara che dovevano cronometrare la prova di campionato italiano, saputo che il percorso era lungo 1680 m, mi dicono che non ci sarebbero stati problemi per loro, che solitamente correvano gare (in pianura….sic…) con buoni risultati, e sarebbero arrivati al traguardo in una ventina di minuti al massimo… Provo a spiegare loro(con poco successo) che era molto ripido e la lunghezza non era il riferimento…il risultato è stato che dopo un’ora di salita, Stefano, che li stava accompagnando mi comunica per radio che stavano vomitando colazione ed erano a poco più di metà percorso.
Si sono poi svolte diverse edizioni di corse in montagna, anche queste patrocinate dal CAI Val Germanasca, in salita sul versante delle seggiovie con partenza dal piazzale seggiovie e arrivo alla Capannina ed un tentativo di corsa verso il rifugio Lago Verde che nonostante fosse prevista alla metà di Settembre, dovette essere modificata causa neve (20 cm al rifugio caduta la notte prima della gara) con un percorso modificato a due terzi circa della salita dove la neve iniziava ad essere cospicua, con rientro al piazzale seggiovie, sede di partenza.
Per due anni, nel 2023 e nel 2024, si è disputata anche la cronoscalata al rifugio Lago Verde, gara serale a cronometro.
Altre gare si svolgono annualmente a Prali, ufficialmente “non competitive” definizione che consente agli organizzatori di vivere sonni relativamente più tranquilli, ma che non limita il fervore agonistico dei partecipanti, spesso anche di ottimo livello, che offrono prestazioni di tutto rispetto, prima fra tutte il giro podistico estivo di Prali.
Tornando alla prima edizione del Trofeo Lago Verde, in quell’occasione il percorso, anzi i percorsi, perché erano due, erano entrambi diversi da quello attuale.
Le due proposte condividevano la partenza dalla piazza del Municipio di Prali, passaggio al rifugio Lago Verde, poi seguito sul sentiero che per panorami mozzafiato, arrivava ai 13 laghi, per salire al Bric Rond (arrivo seconda seggiovia per la precisione).
Qui il primo percorso terminava, mentre i più ardimentosi continuavano scendendo al Lago d’Envie, lungo traverso fino alla Colletta Sellar e discesa al punto di partenza.
Totale nel primo caso di 24 km di lunghezza e 1800 m di dislivello positivo e nel secondo di 35 km di lunghezza con analogo dislivello positivo.
Per la cronaca sui 69 atleti partenti, nel percorso “corto” vinse Andrea Rostan (giovane promessa e oggi realtà della Nazionale di corsa in montagna) in 2h22’02’’e nella categoria femminilel’atleta di casa, ma anch’essa di alto livello,Elisa Grill in 3h10’37’’; nel percorso lungo, la vittoria arrise a Paolo Bert(campione “locale” molto conosciuto ed apprezzato soprattutto per la sua incredibile collezione di vittorie alla 3 Rifugi Val Pellice) in 3h31’33’’e a Martina Chialvo in 4h14’31’’nella categoria femminile
Passati alcuni anni, fra i quali anche quelli del Covid, nel 2023 alcuni nostalgici tornano alla carica pensando ad una seconda edizione della Marcia Alpina e dopo alcune riunioni si decide di ricominciaredomenica 6 Agosto.
Forti dell’esperienza della prima edizione, si modifica il percorso (diventato unico) lasciandolo invariato fino alle casermette dei 13 laghi, per poi scendere alla Capannina (arrivo seggiovia Malzat), risalire a punta Ciatlet per riprendere il sentiero che scende al Lago d’Envie e da qui l’ultima discesa verso la piazzetta del Municipio, sede di partenza ed arrivo.
Le procedure dell’evento restano le stesse e comprendono, come nella prima edizione, il briefing serale del giorno prima nella chiesa Valdese con la partecipazione del coro Eiminal, del coro La Draja e seguente raccolta fondi a scopo benefico.
La gara con 90 partenti viene vinta, in campo femminile, dalla fortissima Martina Chialvo col tempo di 3h 49’ 17’’ e da Bernad Dematteis (Campione Europeo di corsa in montagna e atleta di punta della Nazionale da diversi anni) 3h 11’06’’.
Il traguardo non era ancora del tutto smontato quando Marilena inizia a parlare della prossima edizione…. Eppurelei era quella che aveva dormito meno di tutti nell’organizzare quella appena passata dando così prova di uno strano masochismo …..
Un po’ perché il masochismo sarà contagioso, un po’ perché uno alla fine lascia che a decidere sia la passione per queste belle montagne, e dopo pochi mesi si era di nuovo tutti insieme intorno ad un tavolo a parlare dell’edizione 2024.
Il 2024 ha visto la Marcia Alpina Lago Verde ricalcare lo stesso cliché della precedente edizione, sia come percorso che come organizzazione.
Su 71 concorrential via,Gianluca Ghiano vince la categoria maschile arrivando con 3h11’21’’ a pochi secondi dal record di Bernard Dematteis, mentre nella categoria femminile Arianna Levetto Patronchiude in 4h 13’51’’.
Il cliché è continuato anche nel fine gara e Marilena ha subito rilanciato l’edizione 2025…
Di nuovo hanno avuto il sopravvento passione e masochismo in ugual misura … siamo ripartiti con le varie riunioni preparatorie.
A parte le battute credo che il territorio e le montagnesi arricchiscano con iniziative di questo tipo sia per quanto riguarda la pulizia e la segnalazione dei sentieri, sia per la condivisione di questo spettacolare angolo di Piemonte, ancora poco conosciuto, con persone che diversamente non sarebbero mai venute a Prali … ricordo che a Prali non ci si passa per caso… ma c’è sempre un ottimo motivo per andarci e scoprire le sue montagne sia d’estate che d’inverno.
Sottolineo che la gara è in regime di semi-autosufficienza e sono previsti due punti di ristoro (Rifugio Lago Verde e Capannina) dove gli atleti possono rifocillarsi e rifornirsi di acqua da tenere nella propria borraccia, e che è severamente proibito (pena la squalifica) abbandonare qualsiasi tipo di rifiuto lungo il percorso.
Quindi eccoci a parlare dell’edizione 2025 che ormai viaggiaquasi….da sola …il percorso è quello ormai consolidato nonché apprezzato sia per il panorama che per la sua sistemazione e organizzazione:cisono più di 40 volontari impegnati nella sola giornata di gara per garantire maggiore sicurezza agli atleti e poi, tutti quelli che lavorano nelle settimane precedenti per renderlo percorribile sistemando smottamenti da piogge torrenziali, neve che ancora c’è, muretti, sfalcio erba e rami, scoli per “asciugare”, mucche che vanno su e giù per i gradoni appena fatti.
Abbiamo però due novità, la prima è che questa edizione è valida come prova che assegna punti (crediti sportivi) ai finisseur per poter effettuare gare ancora più impegnative e blasonate come l’UTMB (Ultra Trail) del Monte Bianco ecc. mentre la seconda è che, in attesa dell’arrivo delle categorie adulti, si è dato spazio alle categorie dei più giovani, su percorsi adatti a loro e coordinati dal G.S. Pomaretto ’80, società sportiva locale che ha dato il patrocinio anche alla gara principale.
Il resto l’ho già detto all’inizio: rimane da dire che questa edizione con 122 concorrenti al via, è stata caratterizzata da ottime performance sportive in quanto il vincitore, lo stesso dell’anno scorso, Gianluca Ghiano (già campione del mondo Skyrunning), ha vinto nel tempo incredibile di 2h 56’28’’abbassando di un quarto d’ora il precedente record di un “certo” Bernard Dematteis… mentre Enrica Dematteis (cugina di Bernard “nomen omen”) ha chiuso la prova vincendo col tempo di 3h49’53’’ arrivando a pochi secondo dal record di Martina Chialvo.
Questo al momento è quanto, e non è poco: Prali ha avuto una gara frequentata nelle varie edizioni da Campioni di livello internazionale che hanno fornito prestazioni di assoluto valore, abbiamo sempre avuto la fortuna di un meteo favorevole che è fondamentale per questo tipo di eventi, non abbiamo registrato incidenti o infortuni di rilievo nonostante la lunghezza del percorso… quindi potremmo già dirci ben contenti e soddisfatti, ma … pare che Marilena non abbia perso il vizio eabbia rinnovato l’appuntamento al prossimo anno.
